Sulphur

Sulphur è l’antipsorico maggiore, il grande eliminatore!

Hahnemann, il padre dell’omeopatia, si accorse che, pur riuscendo a guarire molti malati coi rimedi omeopatici, molti di questi ritornavano da lui, dopo un variabile lasso di tempo, con gli stessi sintomi iniziali. Si rese conto che alla base della maggior parte delle patologie c’erano delle malattie croniche, delle predisposizioni individuali, dei “miasmi”.

Nel 1816 Hahnemann riconobbe, all’origine delle malattie croniche, tre cause principali, tre miasmi, che chiamò Psora, Lue e Sicosi.
La psora a quell’epoca era estremamente diffusa e si manifestava con disturbi cutanei di tipo pruriginoso, eczematoso; ciò era dovuto alla scarsa igiene personale, a micosi ed a vere e proprie epidemie di acari, come la scabbia. L’uso incondizionato di pomate a base di zolfo “sopprimeva” queste manifestazioni dermatologiche che guarivano solo “superficialmente”; il più delle volte l’eczema spariva con la pomata allo zolfo, ma compariva un’artralgia reumatica, una diarrea, una rinite allergica, un’asma.

L’uso dello zolfo (sulphur) a dosi omeopatiche favorisce l’eliminazione verso l’esterno delle sostanze tossiche (tossine) presenti nel nostro organismo. L’azione disintossicante di Sulphur è nota alla medicina da tempo immemorabile: gli antichi romani erano soliti fare il bagno nelle terme con acque sulfuree.

Il soggetto Sulphur, finchè non degenera, è in buone condizioni generali. Longilineo, nel senso che ha le gambe più lunghe, anche se di poco, del tronco; masse muscolari avvolte da un discreto strato di adipe; corpulento ed, alle volte, decisamente soprappeso con una certa tendenza alla pletora. Soffre di ipertensione arteriosa, policitemia, congestioni locali arteriose e venose a livello mucoso e cutaneo.
E’ un buon mangiatore e bevitore, quindi tende ad ingrassare. Mangia, ma non digerisce bene; ha una certa avversione per la carne, per le uova e per i grassi perchè li assimila male; preferisce alimenti ricchi di carboidrati. Beve spesso e volentieri sia acqua che alcolici e superalcolici.
Mangia molto, e beve molto, la sera ed al mattino solitamente digiuna per il fatto che non ha ancora digerito e smaltito ciò che ha mangiato e bevuto la sera prima. Ha il fegato ingrossato, le emorroidi fortemente congeste e l’intestino alternante con periodi di stipsi, associati a periodi con scariche diarroiche soprattutto mattutine.

  • Il soggetto Sulphur presenta irritazione diffusa della cute associata a prurito bruciante che peggiora notevolmente col grattamento; prurito che è aggravato durante le ore notturne dal calore del letto ed è migliorato dall’acqua calda. Questo spinge il soggetto a dormire con i piedi fuori dalle coperte.
    E’ intollerante al calore ed ha bisogno costantemente di aria fresca.
    Sulphur trasuda da tutti gli orifizi con scoli brucianti ed odore molto fetido; per questo motivo puzza…ma anche per il fatto che non si lava!!!
    E’ ipersensibile ai cattivi odori, viene colpito da nausee anche solo sentendo l’odore del proprio corpo e del proprio alito.
    Sulphur emana fetore da ogni parte del corpo: ha l’alito fetido, feci dall’odore nauseabondo, emana odore fetido dalle parti genitali che si riesce a percepire nella stanza, nonostante i vestiti e che perfino lui percepisce.
    Le ascelle emettono un odore pungente (anche per il fatto che non vengono lavate con una certa costanza) ed in alcuni momenti è tutto il corpo che emette un odore simile a quello che proviene dalle ascelle (Max Tetau, illustre omeopata francese,diceva che Sulphur  trasuda come un vecchio camembert).
    Sulphur è afflitto da secrezioni in qualsiasi regione del corpo, secrezioni fetide ed escorianti che determinano prurito e bruciore nelle zone interessate.

In Sulphur la cute non si cicatrizza completamente; piccole ferite continuano a suppurare, si formano degli ascessi sotto la cute che danno luogo a piccole cavità suppuranti con tragitti fistolosi che trasudano per parecchio tempo. Si produce così un’infiltrazione delle regioni infiammate, con indurimenti cutanei e sottocutanei che perdurano per anni.

Per Sulphur non è importante il denaro, di solito fa un lavoro che non rende molto, ma che necessariamente deve essere “socialmente utile”. E’ iscritto a tutte le associazioni di volontariato, anche le più disparate ed impensabili. La notte dell’ultimo dell’anno non va a festeggiare con gli amici in discoteca od al ristorante, ma è impegnato in qualche camminata per la pace. Lo si può facilmente vedere nei servizi dei telegiornali vestito con l’eskimo, camicia di flanella a quadri, jeans sdruciti (veramente sdruciti per uso e abuso e non per moda come usa presso i giovani d’oggi), scarpe simil-Clarks, che si incatena, insieme ad altri suoi simili, alle cancellate di qualche ambasciata di un difficilmente pronunciabile paese straniero, per protestare a favore dei “diritti delle foche monache alla procreazione assistita sulla rocca di Gibilterra, secondo i dettami di Maastricht”.

La casa di Sulphur è fredda, d’inverno non arriva ai 18 gradi; Sulphur è congestionato e quindi soffre gli ambienti caldi e chiusi, preferisce ambienti freschi e arieggiati. Anche d’inverno lo vedete la domenica mattina uscire in giardino in canottiera bianca (non proprio linda e pulita) a caricare la sua Kangoo (una volta era la mitica R4) con sacchi di indumenti smessi, di medicinali o quant’altro, raccolti con gli amici del comitato di quartiere, da consegnare il pomeriggio alla festa della Croce Rossa organizzata presso i locali della parrocchia; festa che inevitabilmente termina la sera con una gran mangiata e bevuta…

Tornando alla sua casa, Sulphur concepisce le pulizie di primavera come “la pulizia di primavera”, nel senso che la casa viene pulita una volta all’anno…o almeno negli anni bisestili!!! Se Sulphur è sposato (di solito con una Pulsatilla) ci pensa la moglie a mantenere pulita la casa; se è single la casa è disseminata di pezzi di pizza sparsi un po’ ovunque, lattine di birra vuote, bicchieri usati appoggiati sul tavolino di cristallo davanti al televisore che Sulphur usa, staccandoli con una certa difficoltà dal tavolino stesso e senza lavarli, per offrire da bere agli amici. Nelle pieghe del divano o fra le lenzuola grigie del letto (ma erano veramente grigie all’origine?) è possibile trovare l’uvetta del panettone del Natale scorso…o di quello del 2001, ottima annata per le uvette!!!!

Se non si interviene in modo opportuno con diete rigorose ed astensione completa da alcool e superalcolici, dopo alcuni decenni il soggetto Sulphur degenera verso uno stadio catabolico, verso il cd Sulphur Degenerato: magro, curvo, con colorito terreo ed aspetto vecchieggiante, che progressivamente si estranea dal mondo che lo circonda, confabula da solo, dice la sua su tutto e su tutti, non si cura più della propria persona e della pulizia personale (non che prima lo facesse in modo adeguato!!!). Diventa il classico clochard, il FILOSOFO STRACCIONE.

Concludendo Sulphur è un grande rimedio omeopatico, uno dei più usati in omeopatia, soprattutto nel trattamento degli eczemi sia secchi che umidi. L’uso di Sulphur a basso dosaggio nelle patologie dermatologiche, associato ad un buon drenaggio del fegato, dei reni e della pelle, determina un iniziale, brusco peggioramento delle manifestazioni cutanee, che possono interessare tutto il corpo. Il più delle volte il paziente sospende il trattamento e maledice il medico che glielo ha propinato; se ha costanza e continua il trattamento omeopatico, le manifestazioni cutanee progressivamente diminuiscono fino alla completa e duratura risoluzione delle stesse.

 

Leonardo Crippa